Vivere bene, vivere a lungo. È possibile? – In data 29 settembre 2015, presso l’Aula Magna del Rettorato di Università di Torino (via Verdi 8) si è tenuta la conferenza “La sfida del secolo: una vita più sana e più lunga per tutti, nuove idee per un approccio integrato anti-invecchiamento” tenuta da Claudio Franceschi, Professore di Immunologia presso il Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna. Rinomato esperto della biologia e della genetica dell’invecchiamento, il Professor Franceschi è stato il pioniere degli studi sui centenari in Italia e nel mondo (conferenza associata al Corso Internazionale “The Aging Brain: Cellular Mechanisms Interfacing Human Pathology” dedicato a giovani ricercatori che il Dottorato di Neuroscienze dell’Università di Torino ha organizzato dal 28 settembre al 2 ottobre presso l’ex-Istituto di Anatomia Umana). Un titolo audace e provocatorio dal punto di vista scientifico e politico: i progressi scientifici devono poter essere accessibili a tutti e non destinati a quei pochi individui “fortunati”.

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Claudio Franceschi, Professore di Immunologia dell’Università di Bologna

Lo scopo di tale conferenza è stato essenzialmente quello di illustrare i meccanismi cellulari e molecolari dell’invecchiamento celebrale che sono alla base delle malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, diabete di tipo 2. Infatti, secondo il Professor Franceschi, i flagelli che stanno mettendo in ginocchio la popolazione sono la crisi economica, la crisi energetica ed ecologica e l’invecchiamento planetario. Siamo disposti di una tecnologia strabiliante, abbiamo trovato risposte ad innumerevoli domande, ma l’uomo non ha ancora trovato una cura contro il progredire dell’età e contro gli effetti che questa comporta.

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Dal punto di vista delle teorie proposte da Darwin, l’invecchiamento (fenotipo complesso e malleabile, che inizia dalle primissime fasi della vita e che si manifesta nel periodo post-riproduttivo) e la longevità non sono contemplati dalla selezione naturale poiché si osservano solo in condizioni protette. I dati relativi all’età media della popolazione sono sensibilmente cambiati a partire dal XX secolo dove l’indice di mortalità è diminuito di 300 volte rispetto al XVIII secolo!

Vivere bene,vivere a lungo. è possibile?

Vivere bene,vivere a lungo. è possibile?

Una delle teorie formulate dal Professor Franceschi è proprio la teoria del rimodellamento: il fenotipo si adatta agli stimoli ai quali l’uomo è sottoposto dando vita ad un accumulo di mutazione ed a risposte adattative locali e sistemiche. Cosa comporta ciò? Una robustezza adattativa, ma allo stesso tempo una fragilità accumulata. A partire da questa prima considerazione, l’Immunologo formula la teoria infiammatoria dell’invecchiamento (INFLAMMAGING). Secondo la teoria dell’infammaging tutte le malattie dell’invecchiamento sono causate da infiammazioni e dal cosiddetto “garbage”, ovvero la spazzatura provocata da fattori esogeni, quali l’alimentazione, l’ambiente circostante, lo stile di vita, ed endogeni. Gli stimoli infiammatori sono dati dall’accumulo di spazzatura e l’inflammaging sarebbe il risultato del progressivo deterioramento con l’età della fisiologica capacità di eliminare il garbage molecolare cellulare ed i suoi effetti dannosi (come se tutto ciò non bastasse, le stesse malattie croniche generano spazzatura ed accelerano il processo di infiammazione).

Avete mai sentito parlare di “communicoma umano”? Si tratta di una comunicazione cellulare capace di propagare un’infiammazione o, al contrario, un processo di guarigione. Volgarmente possiamo dire che il siero di un soggetto giovane fa ringiovanire le cellule staminali di un soggetto anziano.

Se i nostri medici e scienziati abbiano trovato una cura contro il progredire degli anni ed un elisir di lunga vita questo non possiamo ancora affermarlo con sicurezza, ma una cosa è certa: vive bene chi vive a lungo.