Una centralina collegata a 157 schede SIM era attiva sulla scrivania della camera da letto. Nello stesso alloggio di via Sandigliano, a Torino, la polizia ha trovato droga già divisa in dosi e un bilancino: un uomo di 39 anni, cittadino marocchino, è stato denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I dispositivi informatici sono stati sequestrati per gli accertamenti.

L’intervento, reso noto dalla Questura il 14 ottobre, è partito da un controllo in piazza della Repubblica. Gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato Barriera Milano avevano osservato gli spostamenti dell’uomo, che secondo la fonte si accompagnava a persone conosciute come assuntori di sostanze stupefacenti.

Quando il 39enne si è allontanato in direzione di corso Giulio Cesare, i poliziotti lo hanno fermato per identificarlo. Nella tasca dei pantaloni hanno trovato denaro contante e un documento d’identità scaduto. Gli accertamenti sono poi proseguiti nella sua abitazione di via Sandigliano, dove la perquisizione ha fatto emergere gli involucri di cellophane contenenti la sostanza e lo strumento per pesarla.

La verifica della camera da letto ha aperto un secondo fronte. Sul tavolo c’erano un dispositivo Gateway Multi SIM, risultato funzionante e collegato alle 157 schede, un router e un adattatore USB TP-Link connesso a un computer portatile. La fotografia diffusa dalla Questura mostra l’apparecchiatura con le numerose antenne e il portatile sequestrato.

La polizia collega la verifica di questi strumenti al possibile impiego in attività fraudolente informatiche. È però un’ipotesi da distinguere dalla contestazione già comunicata: la denuncia indicata nella nota riguarda la droga. Non sono state rese note truffe specifiche, vittime individuate, somme sottratte o un’ulteriore imputazione per frode.

Il materiale rimane oggetto di accertamento. Per il 39enne il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la denuncia non equivale a una condanna e l’eventuale uso illecito dei dispositivi deve ancora essere dimostrato.

Foto: Polizia di Stato, materiale sequestrato.