Lascia l’auto in doppia fila in via Bongiovanni, entra in un palazzo e, quando torna in strada, trova i poliziotti ad attenderlo. Da quel controllo gli agenti arrivano a un appartamento dove scoprono oltre 800 grammi di cocaina e crack, parte dei quali già suddivisi in dosi. Due uomini, un senegalese di 61 anni e un maliano di 21, sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
La vicenda è stata resa nota dalla Questura di Torino il 12 ottobre. Gli investigatori del commissariato Barriera di Milano stavano seguendo gli spostamenti del sessantunenne: secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo simulava di lavorare come tassista a bordo di un’automobile. Il sospetto degli agenti riguardava invece una possibile attività di spaccio.
La sosta in via Bongiovanni ha portato il controllo dalla strada all’interno dello stabile. Dopo aver visto il sessantunenne entrare, i poliziotti hanno aspettato che uscisse per fermarlo e identificarlo. Gli accertamenti sono stati quindi estesi all’abitazione che aveva appena lasciato. Il comunicato non indica il giorno esatto dell’intervento né il numero civico.
Nel soggiorno gli agenti hanno trovato il ventunenne. Nell’alloggio, riferisce la Questura, era stato predisposto un laboratorio domestico per la cottura della cocaina e la preparazione del crack. Sul tavolo della cucina e negli altri locali sono stati rinvenuti piatti, lamette, dischetti rigidi, sostanza da taglio, due bilancini di precisione e materiale per confezionare le dosi.
Lo stupefacente sequestrato era presente sia in pezzi, indicati dalla polizia come “pietre”, sia in porzioni già pronte per la vendita. Insieme alla droga sono stati sequestrati 1.900 euro in contanti, che gli investigatori ritengono provento dell’attività illecita: anche la provenienza del denaro rientra dunque nella ricostruzione investigativa.
Dagli accertamenti è inoltre emerso, secondo quanto comunicato dalla Questura, che il ventunenne era irregolare sul territorio nazionale. Entrambi gli arrestati sono stati portati nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità contestate dovranno essere accertate in giudizio.
Foto fornita dalla Questura di Torino: lo stupefacente e il materiale sequestrati.