Un agente della Polizia ferroviaria aveva appena finito il turno quando, intorno alle 19.15, ha notato un uomo a terra nel parcheggio della stazione di Torino Porta Nuova. Era quasi esanime e perdeva sangue dal braccio sinistro. Sono scattati i primi soccorsi e il trasporto all’ospedale Mauriziano: secondo gli accertamenti successivi, era stato colpito con un frammento di bottiglia durante una colluttazione.

La Polfer ha rintracciato nella notte il presunto aggressore poco distante dalla stazione e lo ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per lesioni personali gravi aggravate. Dopo il trasferimento nel carcere Lorusso e Cutugno, l’autorità giudiziaria ha applicato la custodia cautelare in carcere. La Questura ha reso nota la vicenda nel comunicato del 26 ottobre, senza indicare il giorno esatto del ferimento.

La ricostruzione è stata affidata al personale del Settore operativo e alla Squadra di polizia giudiziaria del Compartimento ferroviario. Gli investigatori hanno analizzato le registrazioni delle telecamere della stazione per risalire a quanto era accaduto prima che il ferito venisse trovato nel parcheggio. Le immagini hanno consentito, secondo la polizia, di individuare l’uomo sospettato dell’aggressione e di ricostruire l’uso della bottiglia.

Durante lo scontro, il presunto responsabile avrebbe raccolto il contenitore di vetro e lo avrebbe spaccato a terra. Con una delle schegge avrebbe poi colpito l’altro uomo al braccio sinistro, allontanandosi subito dopo. Non viene chiarita l’origine della colluttazione, né sono comunicati la prognosi del ferito o ulteriori aggiornamenti sulle sue condizioni dopo il ricovero.

Quando i poliziotti lo hanno rintracciato, il sospettato indossava vestiti diversi da quelli che apparivano nelle immagini. Nello zaino, riferisce la Questura, conservava però gli abiti sporchi di sangue utilizzati durante l’aggressione. Il ritrovamento si è aggiunto agli elementi raccolti attraverso la videosorveglianza e ha preceduto il fermo.

La polizia descrive entrambi gli uomini come cittadini stranieri, senza specificarne la nazionalità, e riferisce che l’indagato era irregolare sul territorio nazionale. Il provvedimento adottato riguarda l’ipotesi di lesioni, sulla quale proseguono le indagini preliminari; non è una condanna definitiva. La custodia in carcere è la misura cautelare successiva al fermo comunicata dalla Questura.

Immagine simbolica generata con intelligenza artificiale, non una fotografia dell’episodio.