Tre ragazzi tra i 15 e i 17 anni sono stati arrestati con l’accusa di fabbricare bottiglie incendiarie vicino al monumento al Duca d’Aosta, in piazza Castello, durante la manifestazione contro il carovita di sabato 17 ottobre a Torino. Negli zaini, secondo la Questura, c’erano una molotov già pronta, benzina, bottiglie di vetro e stoppini di carta. Un altro arresto ha riguardato un ventiduenne, accusato di violenza a pubblico ufficiale per gli scontri nella stessa piazza.
Il bilancio comunicato il giorno successivo aggiorna quello provvisorio diffuso durante i disordini, quando erano ancora al vaglio le posizioni di dodici persone bloccate. Quattro arresti, dunque, e ulteriori denunce: i numeri delle due note non vanno sommati come se descrivessero interventi distinti.
La manifestazione contro il caro vita e il caro carburanti ha richiamato circa tremila partecipanti, secondo la stima della polizia. Una parte del corteo ha deviato lungo le vie del centro fino a Porta Nuova. La Questura attribuisce l’iniziativa a una frangia dei manifestanti, su incitamento di esponenti dell’area antagonista, distinguendola dal complesso dei partecipanti.
Lo scalo era stato chiuso e presidiato. Una trentina di persone con il volto coperto sarebbe riuscita a entrare nella libreria Feltrinelli approfittando di una porta aperta da un cliente: alcuni libri sono stati fatti cadere dagli scaffali e il gruppo è passato per breve tempo nell’atrio. La Polizia ferroviaria ha impedito l’accesso ai binari e identificato quattro giovani, due dei quali denunciati per travisamento.
Gli scontri hanno interessato più punti del centro, fra cui piazza Castello, piazza Vittorio Veneto e San Salvario. La polizia riferisce lanci di pietre, bottiglie e ordigni artigianali contro gli schieramenti e l’impiego di idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi coinvolti. Nessun operatore delle forze dell’ordine risulta ferito nel bilancio della Questura.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche dentro le attività commerciali. Nel servizio del Tgr Piemonte del 18 ottobre alcuni esercenti raccontano di aver fatto entrare i clienti nei locali e abbassato le serrande; altri descrivono la difficoltà di uscire per la paura e per il fumo. Sono testimonianze raccolte dalla Rai, distinte dalla ricostruzione degli interventi fornita dalla polizia.
Altri tre minorenni, tra i 16 e i 17 anni, sono stati denunciati a vario titolo per travisamento e porto di oggetti atti a offendere dopo il ritrovamento di sampietrini, petardi e martelletti frangivetro. Sessanta persone sono state identificate per ulteriori accertamenti. Le accuse restano nella fase delle indagini preliminari: gli arresti e le denunce non costituiscono condanne.
Illustrazione generata con IA: non rappresenta gli scontri o i luoghi reali della manifestazione.