Una donna di 93 anni aveva già raccolto i gioielli di casa quando gli agenti hanno bloccato nel suo condominio il giovane che stava per raggiungerla. È stata fermata così, in corso Lombardia a Torino, una tentata truffa costruita attorno alla telefonata di un falso maresciallo e alla promessa di un controllo con un drone. Un italiano di 20 anni è stato arrestato per tentata truffa aggravata: lo riferisce la Questura nel comunicato del 29 ottobre 2026, che colloca l’intervento nei giorni precedenti senza indicarne la data.

La Squadra mobile stava già seguendo gli spostamenti del ventenne nell’ambito delle indagini sui reati contro le persone anziane. Secondo la ricostruzione della polizia, il giovane era arrivato in treno da Napoli a Porta Nuova, aveva comprato uno zaino e poi preso un taxi diretto in corso Lombardia. Davanti al palazzo aveva aspettato che un residente aprisse il portone carraio, approfittandone per entrare.

Nel frattempo, la novantatreenne era stata contattata da un uomo che si presentava come maresciallo dei Carabinieri. Le aveva raccontato che qualcuno aveva usato la sua identità per intestarsi un’automobile impiegata in una rapina in gioielleria. La richiesta successiva era di riunire denaro, preziosi e oggetti di antiquariato presenti nell’appartamento, con il pretesto di sottoporli a un controllo.

Alla donna veniva fatto credere anche che un drone fosse in arrivo per verificare che avesse recuperato tutti i beni. Il velivolo era parte del racconto usato per convincerla: il comunicato non riferisce l’impiego di un drone reale. L’interlocutore la teneva continuamente impegnata in videochiamata, una modalità che, secondo gli investigatori, serviva a impedirle di chiamare i familiari o il numero d’emergenza.

Gli agenti sono intervenuti all’interno dello stabile prima che il ventenne raggiungesse l’abitazione. La donna aveva già radunato i gioielli, ma la consegna è stata impedita. Durante la perquisizione è stato trovato il cellulare che, secondo la polizia, il giovane utilizzava per comunicare con i complici.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’arrestato deve ancora essere accertata. La Questura non indica il valore dei beni raccolti né comunica, al momento, provvedimenti a carico della persona che aveva contattato la vittima.

Illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale: non rappresenta il luogo preciso, le persone o la scena dell’intervento.