Le hanno detto che il documento d’identità del marito era stato usato per una rapina e che bisognava controllare i valori custoditi in casa. Con questa storia, secondo la Questura di Torino, alcune persone hanno convinto un’anziana a raccogliere denaro e gioielli, poi sottratti da un uomo presentatosi alla porta come incaricato della polizia. La Squadra Mobile, che già seguiva i sospetti, è intervenuta pochi minuti dopo: recuperata tutta la refurtiva, stimata in circa 20.000 euro, e arrestati due uomini.

Il furto è avvenuto in un pomeriggio dei giorni precedenti al comunicato diffuso il 19 ottobre. La vittima è una donna con una grave patologia invalidante. La nota non rende noti l’indirizzo, il quartiere o la data esatta dell’episodio. Il primo contatto è arrivato per telefono: gli interlocutori si sono qualificati falsamente come dipendenti comunali e appartenenti alle forze dell’ordine, prospettando accertamenti legati al documento del marito.

La richiesta di mettere insieme contanti e preziosi è stata presentata come una verifica sulla loro provenienza. La donna ha quindi atteso un presunto collaboratore degli interlocutori. Uno dei due uomini poi arrestati è entrato nell’abitazione dichiarandosi incaricato della polizia ed è riuscito a impossessarsi dei beni.

Gli investigatori non sono arrivati soltanto dopo la denuncia del furto: stavano monitorando gli spostamenti dei due uomini sin dal loro ingresso a Torino, nell’ambito dei servizi contro i raggiri ai danni degli anziani. Questo controllo ha permesso di bloccare il primo sospetto a pochi minuti dall’uscita dall’alloggio e di recuperare contanti e numerosi preziosi, successivamente restituiti alla proprietaria.

Il secondo uomo è stato rintracciato e arrestato vicino a una stazione ferroviaria cittadina, che la Questura non identifica. Secondo gli accertamenti riferiti dalla polizia, l’azione sarebbe stata pianificata e coordinata dalla Campania da un’organizzazione sulla quale sono stati raccolti elementi investigativi. Il comunicato non indica l’età o la nazionalità degli arrestati.

Entrambi sono stati portati nel carcere Lorusso e Cutugno su disposizione dell’autorità giudiziaria. La contestazione comunicata è furto in abitazione aggravato; il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità devono ancora essere accertate, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.

Nella stessa nota la Questura invita a interrompere le telefonate sospette che chiedono denaro o gioielli per presunti controlli, incidenti o procedimenti riguardanti familiari. L’indicazione è di non consegnare beni a sconosciuti e verificare la richiesta chiamando il 112 o rivolgendosi a un familiare di fiducia.

Foto: preziosi recuperati, immagine diffusa dalla Questura di Torino.