Impedivano ai tifosi comuni di avvicinarsi ai settori della curva Sud occupati dal gruppo, anche delimitando gli spazi con nastri e allontanando materialmente chi si avvicinava. Sono alcune delle condotte accertate nell’inchiesta Last Banner: per tre esponenti di spicco dei Drughi, il gruppo ultras della Juventus, le condanne sono diventate definitive e la Procura generale di Torino ha emesso gli ordini di esecuzione.
Il passaggio è avvenuto lunedì 19 ottobre 2026, dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Nel comunicato diffuso il 22 ottobre, la Procura generale indica pene comprese fra quattro anni e sette mesi e otto anni di reclusione, applicate dalla Corte d’Appello di Torino. I reati richiamati sono associazione per delinquere, violenza privata aggravata, estorsione e tentata estorsione.
L’indagine della Digos, coordinata dalla Procura torinese, aveva ricostruito una strategia di pressioni estorsive nei confronti della società Juventus, condotta dai leader dei principali gruppi della tifoseria organizzata. Ai Drughi viene attribuito un ruolo predominante. Le intimidazioni investivano anche gli spettatori all’interno della curva: il controllo dei settori veniva imposto a persone che volevano assistere alla partita.
Come ricostruisce la Tgr Piemonte, l’inchiesta era nata nel 2018 dalla denuncia del club, dopo la decisione di interrompere privilegi relativi alla gestione di biglietti e abbonamenti. Per recuperarli, i vertici del tifo organizzato avevano fatto pressione sui dirigenti e minacciato cori razzisti capaci di provocare sanzioni economiche e la chiusura dello stadio. Il ricatto coinvolgeva così anche le conseguenze delle condotte della curva sulla società.
Il comunicato della Procura generale riguarda tre persone e l’esecuzione di condanne ormai irrevocabili. La cronaca giudiziaria di GRP riferisce che gli ordini di carcerazione sono stati eseguiti fra il 20 e il 21 ottobre. Si tratta dell’esito del percorso processuale di Last Banner, non dell’annuncio di nuovi arresti per fatti appena commessi.
Le responsabilità richiamate nella nota sono dunque accertate in via definitiva. Restano riferite ai condannati e alle condotte oggetto del processo: non alla tifoseria juventina nel suo insieme, né alle persone che frequentavano la curva e subivano gli allontanamenti.
Illustrazione generata con IA: lo stadio raffigurato è immaginario e non è una fotografia dei fatti.