Avrebbe continuato a organizzare lo spaccio di cocaina e hashish con un cellulare mentre era detenuto nel carcere di Rieti, affidandosi alla compagna residente a Giulianova e a persone attive nelle province dell’Aquila e di Teramo. È la ricostruzione al centro dell’indagine della Squadra Mobile aquilana che il 27 ottobre ha eseguito due misure cautelari: carcere per l’uomo, già recluso, e domiciliari con dispositivo di controllo per la donna.

L’ordinanza è del giudice per le indagini preliminari di Rieti e riguarda un cittadino macedone nato nel 1988 e una cittadina italiana nata nel 1972. La Questura dell’Aquila ha reso nota l’operazione il 28 ottobre. L’inchiesta, inizialmente coordinata dalla Procura aquilana, è stata poi trasmessa per competenza territoriale a quella reatina.

Il punto di partenza è un arresto dell’ottobre 2024. In un’abitazione alla periferia dell’Aquila, gli agenti dell’Antidroga avevano trovato 86 grammi di cocaina suddivisa in dosi. L’uomo era finito prima nel carcere dell’Aquila e poi in quello di Rieti. Secondo gli investigatori, la disponibilità di un telefono gli avrebbe consentito di mantenere i contatti necessari all’attività di spaccio anche durante la detenzione.

Alla coppia vengono contestate detenzione e cessione in concorso di stupefacenti, con l’aggravante della recidiva. Gli episodi ricostruiti riguardano undici acquirenti e si collocano tra febbraio e maggio 2025, nelle città dell’Aquila, Teramo, Giulianova e Martinsicuro. Il comunicato non specifica le precedenti condanne alle quali si riferisce la contestazione della recidiva.

Un ulteriore filone riguarda le presunte vendite di droga all’interno del carcere di Rieti nel maggio 2025. Secondo la polizia, i pagamenti venivano effettuati dai parenti dei detenuti tramite Western Union. Il cellulare sarebbe stato messo a disposizione anche di altri nove reclusi per chiamate personali, prima di essere sequestrato nel settembre 2025. I nove sono indagati per accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti.

L’indagine ha portato inoltre alla denuncia di altre quattordici persone per presunte forniture alla coppia e ulteriori cessioni di droga nelle quattro città abruzzesi. Due di loro erano già state arrestate in flagranza nell’aprile 2025, all’Aquila e a Teramo. Si tratta quindi di provvedimenti e fatti distribuiti in momenti diversi: le nuove misure del 27 ottobre riguardano la coppia, mentre le responsabilità contestate agli indagati restano da accertare nel procedimento penale.

Foto di repertorio fornita dalla Questura dell’Aquila: la sede degli uffici.