Finestre sbarrate, catene e lucchetti all’esterno: dentro un edificio nelle campagne di Ottana la polizia ha trovato tre lavoratori impegnati a trattare cannabis. Secondo la Questura di Nuoro erano costretti a lavorare segregati, senza vie di fuga e senza servizi igienici. La scoperta è avvenuta durante un’operazione antidroga che ha portato al sequestro di circa tre tonnellate di marijuana e diecimila piante in essiccazione.

Il controllo risale al fine settimana precedente al comunicato del 27 ottobre e ha interessato due località agricole del Nuorese. Gli agenti del Commissariato di Ottana, impegnati nei servizi contro la produzione e lo spaccio, hanno perquisito un casolare che all’apparenza risultava abbandonato. All’interno hanno trovato le tre persone al lavoro sui prodotti della cannabis, in condizioni che la polizia descrive come di totale isolamento.

Cinque uomini sono stati denunciati in stato di libertà per produzione di sostanze stupefacenti. A uno di loro viene contestato anche il caporalato e lo sfruttamento lavorativo: gli accertamenti successivi alla perquisizione, riferisce la Questura, lo indicano come la persona che gestiva i lavoratori segregati. La denuncia aggiuntiva riguarda dunque uno dei cinque indagati, non un sesto soggetto.

Il comunicato descrive i tre lavoratori come di origine extracomunitaria e precisa che uno ha acquisito la cittadinanza italiana. Non specifica i Paesi d’origine né la loro situazione amministrativa. Non vengono resi noti i nomi delle località agricole, la durata della segregazione o le modalità con cui le persone erano state reclutate e portate nell’edificio.

Nelle fotografie diffuse dall’ufficio stampa si vedono file di piante appese nei locali per l’essiccazione, scatoloni e contenitori con materiale vegetale. Il dato di circa tre tonnellate di marijuana e quello delle diecimila piante sono entrambi riportati dalla Questura; non è indicato un valore economico della sostanza sequestrata.

La piantagione è stata sottoposta a sequestro e il provvedimento è stato convalidato dal pubblico ministero presso il Tribunale di Nuoro, che coordina gli accertamenti. Per i cinque indagati la polizia comunica denunce a piede libero, non arresti. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni sulla produzione di droga e sullo sfruttamento dovranno essere vagliate nel successivo giudizio.

Fotografie ufficiali fornite dalla Questura di Nuoro.