Tre rapine nella stessa sera nel centro di Massa, seguite da tentativi di utilizzare le carte sottratte alle vittime. Per questi episodi due minorenni sono stati arrestati dalla Squadra Mobile e accompagnati in un istituto penale minorile. La svolta è arrivata dall’esame delle telecamere: i filmati hanno permesso agli investigatori di collegare i diversi colpi e seguire gli spostamenti dei due giovani.
La notizia degli arresti è stata comunicata il 16 ottobre. I fatti, secondo la ricostruzione pubblicata da La Nazione, risalgono a una sera d’estate. Il quotidiano riferisce di tre persone minacciate e spinte, anche con l’uso di un taglierino, per farsi consegnare denaro, monili, telefoni e documenti. Sono dettagli aggiuntivi rispetto alla nota della Questura, che conferma tre episodi distinti commessi in rapida successione senza indicare le singole strade.
L’indagine, coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni, non si è fermata ai momenti delle rapine. Gli agenti hanno raccolto immagini da sistemi di videosorveglianza collocati in diverse zone del centro e ricostruito i percorsi successivi. Il confronto tra i passaggi ripresi ha consentito, secondo la polizia, di ricondurre i tre fatti agli stessi presunti responsabili.
Una parte della sequenza riguarda l’utilizzo della refurtiva. Le telecamere hanno documentato diversi tentativi di usare gli strumenti di pagamento rubati; alcuni sono andati a buon fine, precisa la Questura. La Nazione riferisce inoltre di un tentativo di prelievo al bancomat e dell’impiego di una tessera sanitaria per acquistare sigarette. Non è stato diffuso un importo complessivo del denaro sottratto o successivamente speso.
Alle immagini si sono aggiunti gli elementi raccolti nelle perquisizioni. Gli investigatori hanno trovato indumenti che ritengono siano quelli indossati durante le rapine e li hanno confrontati con quanto visibile nelle registrazioni. È questo incrocio tra i filmati e gli oggetti rinvenuti che la Squadra Mobile indica a sostegno dell’identificazione dei due giovani.
Al termine degli accertamenti sono stati eseguiti i provvedimenti disposti dall’autorità giudiziaria minorile. Il collocamento in istituto penale è la misura comunicata dalla polizia, non una sentenza di condanna. Le responsabilità per i tre episodi dovranno essere accertate nel procedimento; non vengono pubblicati elementi che possano rendere identificabili i minorenni.
Immagine: illustrazione editoriale generata con IA, non una fotografia dei fatti o del luogo.
