Rifiuti accumulati e bruciati vicino agli impianti sportivi frequentati anche da bambini e ragazzi: è l’attività che la Direzione distrettuale antimafia di Firenze contesta a tredici indagati per la gestione degli scarti nell’ex campo nomadi di via delle Tagliate, a Lucca. Cinque persone sono state raggiunte dagli arresti domiciliari, cinque dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e tre da un divieto di un anno di esercitare il ruolo di rappresentante legale delle rispettive imprese individuali.
L’indagine riguarda fatti collocati tra il 2022 e il 2025. Il comunicato della Procura, datato 19 ottobre 2026 e trasmesso dalla Questura di Lucca il giorno successivo, descrive una presunta organizzazione che avrebbe trasformato l’area in un punto di accumulo e smaltimento illecito, ricorrendo anche ai roghi. Le accuse, contestate a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, traffico organizzato di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione e combustione illecita degli scarti.
A far partire gli accertamenti sono stati i controlli ambientali della Polizia locale nel 2022. Ai sopralluoghi è seguito il lavoro con la Squadra mobile di Lucca, inizialmente sotto la Procura lucchese. L’inchiesta è poi passata alla Dda di Firenze per la competenza sui reati ipotizzati; il giudice per le indagini preliminari ha emesso le ordinanze su richiesta della Procura distrettuale.
Su un’area complessiva di circa 12mila metri quadrati gli investigatori hanno trovato oltre seicento metri cubi di rifiuti abbandonati, distribuiti su circa 1.600 metri quadrati. Tra i materiali elencati figurano mobili, pneumatici, legname, residui edilizi, bidoni di vernice, sanitari ed elettrodomestici dismessi, oltre a coperture in eternit e veicoli smontati. I tecnici del dipartimento Arpat di Lucca sono stati coinvolti per accertare la pericolosità dei materiali.
Il luogo è vicino al Campo Coni, il campo scuola comunale Moreno Martini di via delle Tagliate. La scheda del Comune ne documenta l’utilizzo per l’atletica leggera da parte di sportivi, società e scuole. Secondo la Procura, le combustioni avrebbero compromesso le condizioni ambientali in cui si svolgevano gli allenamenti, in un’area sottoposta anche a vincolo paesaggistico.
Il gip ha disposto inoltre il sequestro preventivo di sei autocarri, che il comunicato della Procura indica come parzialmente eseguito. Nell’ipotesi investigativa i mezzi servivano al trasporto dei rifiuti e sarebbero stati concessi con comodati fittizi per aggirare la mancanza, o l’inadeguatezza, delle autorizzazioni necessarie.
Resta da affrontare la bonifica: la Procura segnala le conseguenze per suolo e aria e gli oneri economici dell’intervento, senza quantificare una spesa. I provvedimenti cautelari possono essere impugnati e non sono condanne; le responsabilità dei tredici indagati devono essere accertate nel processo.
Illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia dell’area di via delle Tagliate.