In un convegno un team di esperti Leed, il protocollo di sostenibilità più diffuso al mondo, racconta come mai conviene certificare la propria casa. Il motivo? Vendere la propria villa in Langa, opportunamente riqualificata, a qualche turista giapponese o americano interessato al business del vino in un territorio protetto dall’Unesco. Sì, proprio come in Toscana.

Dopo Sting in Toscana e George Clooney sul lago di Como dovremo aspettarci Obama in Langa? Dipende. Perchè se lo spazio per vendere agli stranieri c’è e il territorio è già molto conosciuto all’estero (il tartufo di Alba dice qualcosa a qualcuno?), il problema è che questi stranieri sanno spendere i loro soldi e sono abituati in patria a comprare sicuro.

Per gli americani comprare sicuro vuol dire avere sotto controllo tutto, da ciò che si compra (ovviamente) a quanto consuma all’anno (meno ovvio), anche perchè comprare in Italia non vuol dire venirci ad abitare, ma serve per fare altri soldi.

Così succede che chi ha certificato la propria casa (e l’ICE non serve a niente, ci vuole un protocollo internazionale serio) vende, e anche molto bene. Chi non certifica o si ritrova proposte ridicole o venderà a qualche italiano che ne sa un po’ di più e che poi rivenderà ad un americano.

Difficile? Non troppo. L’hanno spiegato Massimiliano Fadin, Elisa Sirombo e Daniele Guglielmino, riconosciuti esperti Leed di GBC Italia, associazione che promuove la diffusione del protocollo Leed per la sostenibilità degli edifici. Durante il convegno organizzato a Cherasco Ecofutura 2015 c’era anche Gemini Project, che ha illustrato in pratica i concetti espressi dagli esperti Leed.

Leed vuol dire riciclo, vuol dire risparmio energetico e vuol dire anche buone pratiche. Nel senso che va bene avere la casa sigillata e risparmiosa, ma se poi in pieno inverno teniamo le finestre aperte…

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