L’ONG per i diritti digitali Noyb ha presentato 11 reclami in tutta Europa per le modifiche alla politica sulla privacy di Meta che consentiranno al proprietario di Facebook e Instagram di utilizzare post e immagini, tra le altre cose, per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale (AI), secondo un comunicato stampa diramato giovedì (6 giugno).

Noyb, fondata dall’attivista e avvocato austriaco Max Schrems, ha presentato alcune delle denunce sulla privacy più importanti nell’UE.

Si chiede una decisione urgente da parte delle 11 autorità per la protezione dei dati, in Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Spagna, prima che le modifiche entrino in vigore il 26 giugno.

Meta è “fiduciosa” di essere conforme alla legge sulla privacy dell’UE, ha detto un portavoce e ha indirizzato Euractiv a un post sul blog di maggio 2024 sul suo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il post afferma che Meta sta “sviluppando l’intelligenza artificiale in modo responsabile” prima di portarla nell’UE e nel Regno Unito e utilizza le informazioni disponibili al pubblico.

Questa è l’ultima puntata della battaglia su quali dati possano essere utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale generativa, ben rappresentata da chatbot come ChatGPT e i generatori di immagini come Midjourney, utilizzano grandi quantità di dati, spesso recuperati da Internet senza il consenso dell’utente, per addestrare i modelli che possono poi sfornare contenuti.

L’uso dei dati personali è regolato dal GDPR, il regolamento fondamentale sulla privacy dei dati dell’UE, che può consentire alle aziende di farlo se hanno un “interesse legittimo“.

Questo, tuttavia, è un concetto oscuro che può includere gli scopi delle attività commerciali. Richiede inoltre al titolare del trattamento, in questo caso Meta, di ponderare i propri interessi con il diritto alla privacy degli utenti.

Gli utenti devono essere informati sull’utilizzo dei propri dati personali per interesse legittimo.

Le modifiche alla politica sulla privacy di Meta consentiranno alla società di raccogliere post degli utenti da Facebook, Instagram e altre piattaforme Meta, per addestrare tali modelli di intelligenza artificiale generativa. I messaggi privati ​​tra individui non sono inclusi nella politica. Anche i messaggi con le aziende non sono inclusi, ha detto Meta a Euractiv.

Ciò includerebbe informazioni risalenti al 2007, ha detto Noyb.

Le informazioni disponibili al pubblico sono ancora soggette alla legge sulla protezione dei dati, ha ripetutamente affermato il Garante europeo della protezione dei dati, fino al 3 giugno scorso.

I cambiamenti

Noyb sostiene che agli utenti non viene data una scelta sostanziale sulla questione. Gli utenti non devono “acconsentire” a questo cambiamento, che avrà effetto automaticamente, mentre la disattivazione è “estremamente complicata”, rispetto al semplice clic su un pulsante, ha affermato Noyb.

Nella pagina della politica sulla privacy di Meta, gli utenti hanno la possibilità di opporsi al trattamento dei propri dati per la formazione sull’intelligenza artificiale. Facendo clic sulla pagina si reindirizza verso un modulo che devono compilare e inviare.

Noyb sostiene che lo scopo di Meta nell’addestrare questa IA non è chiaro.

Nella pagina “AI at Meta”, Meta afferma che sta creando una “ raccolta di funzionalità ed esperienze di intelligenza artificiale generativa, come Meta AI e AI Creative Tools”, alcune delle quali saranno rese disponibili ai ricercatori.

Gli strumenti “aiuteranno le persone a risolvere problemi complessi, a essere più fantasiosi e a creare qualcosa di mai visto prima” come “fornire risposte in tempo reale alla chat” e “dare loro più modi per esprimersi”, afferma Meta.

I cambiamenti sono “particolarmente preoccupanti”, secondo Noyb, perché riguardano “i dati personali di circa quattro miliardi di utenti Meta, che saranno utilizzati per la tecnologia sperimentale sostanzialmente senza limiti”.

Almeno gli utenti dell’UE dovrebbero essere protetti dal GDPR, ha affermato l’organizzazione.

L’azione dell’Antitrust italiana

Intanto, lo scorso 5 giugno, l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato italiana ha irrogato una sanzione di 3,5 milioni a Meta per pratiche commerciali scorrette Meta Platforms Ireland Ltd. e la capogruppo Meta Platforms Inc.

La sanzione è stata irrogata per due pratiche commerciali ingannevoli riguardo alla creazione e alla gestione degli account dei social network Facebook e Instagram.

Secondo quanto riferisce in una nota l’Antitrust, è stato accertato che Meta, in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo, non ha informato con immediatezza gli utenti iscritti ad Instagram via web dell’utilizzo dei loro dati personali per finalità commerciali.

Inoltre, l’Autorità “ha appurato che, in violazione dell’articolo 20 del Codice del consumo, Meta non ha gestito con precisione la sospensione degli account Facebook e Instagram dei propri utenti”.

In particolare, secondo l’Antitrust, Meta non ha indicato come decida di sospendere gli account Facebook (se a seguito di un controllo automatizzato o “umano”) e non ha fornito agli utenti di Facebook e Instagram informazioni sulla possibilità di contestare la sospensione dei loro account (si possono rivolgere a un organo di risoluzione stragiudiziale delle controversie o a un giudice)”.

Infine, si legge ancora nella nota, “ha previsto un termine breve (30 giorni) per la contestazione della sospensione da parte del consumatore”. Queste due pratiche, ha sottolineato l’Agcm, “sono state cessate da Meta nel corso del procedimento”.

Meta ha contestato la sanzioni e ha informato che valuterà le azioni da intraprendere.

Secondo una nota diffusa da Meta, già da agosto 2023, la società avrebbe apportato delle modifiche per gli utenti italiani che indirizzano i temi sollevati dell’Antitrust.

“Abbiamo reso ancora più chiaro il modo in cui utilizziamo i dati per mostrare annunci personalizzati su Instagram e fornito agli utenti informazioni e opzioni aggiuntive per fare ricorso in caso di sospensione dell’account”, ha affermato Meta, che ha tuttavia accolto “il riconoscimento da parte dell’Agcm dell’efficacia delle nostre soluzioni per aiutare le persone a tornare in possesso del proprio account”.

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