Circa un quinto dei messaggi sull’immigrazione che ritraggono gli stranieri come criminali sono falsi e smentiti dai factchecker europei, questo è ciò che emerge dal database creato in vista delle elezioni del Parlamento europeo.

EFE Verify, che fa parte di una piattaforma di 40 verificatori che collaborano al progetto Elections24Check finanziato da Google, ha scoperto che 21 delle 106 false affermazioni sull’immigrazione raccolte nel database da gennaio alimentavano questo pregiudizio infondato, criminalizzando i migranti.

I dati illustrano il modo in cui la disinformazione sui migranti cerca di presentare questi cittadini come un pericolo per la sicurezza delle società europee, come confermato dagli esperti consultati da EFE Verifica.

Violenza estrema

“Milano, marocchino clandestino, pluripregiudicato, lancia pietre dall’alto colpendo una donna, poi resiste al taser e accoltella i poliziotti. Un DELINQUENTE che merita di essere rispedito al suo Paese al più presto”. Questo tweet è stato pubblicato su X dal ministro dell’Interno Matteo Salvini a commento di un tragico evento avvenuto a Lambrate (Milano) il 9 maggio.

Dai termini utilizzati emerge l’attacco diretto non verso la persona che ha commesso il reato, ma verso tutta la comunità straniera, identificata in un generico “marocchino” e l’identificazione dell’immigrato come “clandestino”.

“L’UE deve difendere i confini europei, quindi anche Lampedusa, Ventimiglia e Trieste, cosa che non ha mai fatto”, si legge in un altro tweet del leader della Lega (ID).

“Le narrazioni anti-immigrazione si concentrano sul pericolo per la sicurezza, ed è qui che nasce la disinformazione, che di solito esagera il potenziale pericolo che i migranti rappresentano per la società autoctona”, spiega Patrik Szicherle, ricercatore del Centro per la democrazia e la resilienza ed esperto di minacce ibride.

Nella maggior parte dei casi, questi discorsi, osserva Szicherle, cercano di impiantare l’idea che i migranti abbiano “una probabilità molto più alta di diventare criminali rispetto alla popolazione locale”.

Tendenze comuni nei Paesi dell’UE

L’UE sta anche seguendo “trend comuni e generali” che si ritrovano in tutta l’Unione, spiega Alberto-Horst Neidhardt, responsabile della sezione Migrazione e diversità in Europa e analista politico presso lo European Policy Centre (EPC).

Lo specialista dell’immigrazione spiega che tali narrazioni di disinformazione sono spesso strettamente correlate “a questioni di primo piano nell’agenda politica o nella mente delle persone”, quindi in un contesto in cui la sicurezza e il benessere sono in prima linea nel dibattito pubblico “c’è un rischio maggiore che la popolazione sia esposta e presti maggiore attenzione” a tali contenuti falsi.

Ad esempio, secondo i dati compilati dallo stesso database, in Svezia i falsi messaggi diffusi a marzo sostenevano che quasi nove crimini su dieci erano commessi da individui di origine straniera.

Video falsi e decontestualizzati, una strategia comune

Un’analisi dei disclaimer su questo argomento ospitati nel repository di Elections24Check rivela che un numero significativo di queste pubblicazioni utilizza immagini false o decontestualizzate di atti che si sono verificati in un Paese diverso o sono stati commessi da cittadini stranieri.

In Spagna, a seguito di un controverso arresto di due immigrati nel quartiere Lavapiés di Madrid, sono diventati virali i video di risse negli Stati Uniti e in altri Paesi, come se fossero avvenuti a Madrid, per giustificare l’intervento della polizia.

Arma elettorale

Alle elezioni europee iniziate ieri e che si chiuderanno il 9 giugno, l’immigrazione è uno dei temi più caldi, in linea con il fatto che la preoccupazione per questo problema è aumentata negli ultimi anni tra i cittadini dell’UE, secondo Eurobarometro.

In questo contesto, i discorsi di alcuni attori politici sono “perfettamente allineati con le narrazioni ostili promosse dalla disinformazione”, portando a un effetto di retroazione, osserva Neidhardt.

Secondo uno studio dell’European Council on Foreign Relations (ECFR), l’immigrazione e il cambiamento climatico sono i temi che più mobiliteranno gli europei a votare in queste elezioni.

L’appello delle ONG

La ONG spagnola Open Arms ha lanciato un appello ai candidati e alle candidate alle elezioni europee articolato in 5 proposte: istituzione di un fondo per l’attività di ricerca e soccorso (SAR), l’aggiornamento del Codice dei visti, la creazione di corridoi umanitari, il rispetto dei diritti umani nelle politiche migratorie e maggiori investimenti per l’integrazione.

Ad oggi hanno ottenuto l’adesione di oltre 30 candidati e candidate, si legge nel post di giovedì 6 giugno.

In un video pubblicato sui propri account Facebook e Instagram, anche Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione medicoumanitaria indipendente al mondo, ha esortato i futuri leader dell’Ue a “rimettere l’umanità al centro delle scelte politiche, garantendo dignità e diritti alle persone che cercano di raggiungere l’Europa in cerca di sicurezza e protezione”.

“Servono politiche umane, che proteggano la dignità, la sicurezza e i diritti delle persone, piuttosto che i confini”, questo l’appello dell’ONG, in un contesto europeo e nazionale in cui il processo di esternalizzazione della gestione del fenomeno migratorio è sempre più diffuso e sponsorizzato.

[A cura di Miriam Burgués e Sara Bertolli]

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