Il buco dell’ozono, urgenza mondiale a metà anni ’80, comincia a guarire. Il messaggio di speranza per la battaglia al riscaldamento globale arriva da una ricerca del MIT, pubblicata sulla rivista Science. Gli scienziati hanno trovato la prova che in Antartide buco dell’ozono ora è più piccolo. Dal 2000, quando aveva raggiunto il picco, finalmente comincia a ridursi. Potrebbe chiudersi definitivamente già entro la metà di questo secolo.

Il Protocollo di Montreal per la riduzione di sostanze nocive per l’ozono, si è rivelato efficace.

Il buco dell’ozono. Scoperto negli anni ’50 è stato misurato per la prima volta in modo preciso a metà degli anni ’80 e da allora è diventato un problema sulle spalle di tutti. Si tratta di un assottigliamento dello strato dell’ozono, che nel 1987 ha raggiunto un’estensione pari a due volte quella degli Stati Uniti. Un serio problema per tutti, dal momento che la stratosfera terrestre contiene una concentrazione relativamente alta di ozono, che rappresenta un vero e proprio schermo nei confronti delle pericolose radiazioni ultraviolette provenienti dal sole. La scoperta dell’assottigliamento di questo strato protettivo fu la prima prova tangibile che l’uso di prodotti nocivi per l’ambiente da parte dell’uomo avesse delle conseguenze reali sul nostro ecosistema. La distruzione di questo gas nella stratosfera è causata dall’uso di prodotti chimici a base di cloro e bromo.

Fatta questa premessa, è facile capire quanto siano importanti i dati pubblicati il 30 giugno sulla rivista Science. Il buco dell’ozono sull’Antartide sta guarendo.Dal 2000, quando aveva raggiunto il picco, finalmente l’assottigliamento comincia a ridursi e potrebbe chiudersi definitivamente entro la metà di questo secolo. È un traguardo storico quello che indicano i dati raccolti dalla ricerca coordinata dal MIT.

Gli scienziati del MIT, in collaborazione con un team di ricercatori internazionali, hanno portato avanti la ricerca confrontando le misurazioni fatte dal 2000 a oggi, combinando quelle dirette a quelle calcolate da modelli a computer. Le misurazioni dello strato di ozono sono molto complesse. La concentrazione di ozono varia seconda della latitudine e di altre condizioni ambientali, e per questo motivo gli autori dello studio hanno dovuto valutare i cambiamenti dell’area con criteri stagionali e di altitudine. Nonostante le difficoltà, sono stati individuati segnali significativi di una progressiva riduzione della dimensione del buco dell’ozono. Gli studiosi hanno rilevato un ridimensionamento del buco di oltre 4 milioni di chilometri quadrati, circa la metà degli Stati Uniti. “Siamo fiduciosi che le misure messe in atto hanno messo il pianeta sulla strada giusta per guarire”, ha dichiarato la coordinatrice della ricerca, Susan Solomon, del MIT.

Il buco dell’ozono, il cui strato protegge la vita sulla Terra dai raggi nocivi del sole – raggi ultravioletti – , si è ristretto di anno in anno anche per via di fattori naturali, come le eruzioni vulcaniche. Queste, infatti, come ha spiegato la coautrice della ricerca Anja Schmidt dell’Università di Leeds, producono minuscole particelle che sono sospese nell’aria e forniscono le condizioni chimiche necessarie per i clorofluorocarburi introdotti in atmosfera di reagire in modo efficace con l’ozono a sopra l’Antartide.

Gli esperti concordano sul fatto che il Protocollo di Montreal abbia giocato un ruolo decisivo per il raggiungimento di questo traguardo. Il trattato internazionale fu firmato nel 1987 per poi entrare in vigore dal 1989. L’accordo è attivo ancora oggi e conta l’adesione di ben 192 nazioni. Il suo obiettivo principale  è la riduzione delle sostanze che minacciano lo strato di ozono, in primis i clorofluorocarburi (Cfc), utilizzati negli elettrodomestici e nelle bombolette spray. La messa al bando totale di queste sostanze è fissata entro il 2030.

Il buco dell’ozono piano piano guarisce. Un notizia straordinario non solo per l’ambiente, ma per l’umanità intera. La prova che, se tutti collaboriamo, qualche speranza per salvare il nostro pianeta ancora c’è. 

 

https://eapsweb.mit.edu/people/solos

http://gds.it/2016/07/01/in-antartide-buco-dellozono-in-via-di-guarigione-ora-e-piu-piccolo_533433/

http://www.askanews.it/top-10/il-buco-nell-ozono-sta-guarendo_711848714.htm

http://science.sciencemag.org/content/early/2016/06/29/science.aae0061

Il buco dell’ozono si sta per ricucire

http://www.see.leeds.ac.uk/people/a.schmidt

http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_07/gruppoD/buco_ozono.htm

http://web.mit.edu/