La polizia ha sequestrato oltre 780 chili di droga e recuperato quattro pistole rubate nell’inchiesta su una rete che, secondo gli investigatori, riforniva dal Torinese altre quattro regioni. L’ultimo sviluppo dell’operazione Driver è l’esecuzione di sei misure cautelari, disposte dal giudice per le indagini preliminari di Torino per un presunto traffico di ingenti quantità di stupefacenti. La Questura ne ha dato notizia il 6 novembre 2026, riferendo interventi compiuti nei giorni precedenti.
Le indagini della Squadra mobile si sono sviluppate tra il 2024 e il 2025 attraverso intercettazioni e monitoraggi, sotto il coordinamento della Procura di Torino. La ricostruzione della polizia descrive una rete di approvvigionamento e distribuzione di hashish, marijuana e cocaina: la base sarebbe stata in provincia di Torino, con collegamenti in Liguria, Lombardia, Veneto e Lazio.
La collocazione del deposito viene precisata dalla cronaca locale. Nell’articolo del 7 novembre, Repubblica Torino lo indica a Moncalieri; anche TorinoSud riferisce di una base alla periferia della città. Il comunicato della Questura si limita al territorio provinciale e non indica l’indirizzo. Le due testate descrivono inoltre consegne affidate a giovani corrieri, anche studenti, pagati in relazione al viaggio: un elemento aggiuntivo rispetto alla nota ufficiale.
Il bilancio dei sequestri riguarda l’intero percorso investigativo: circa 700 chilogrammi di hashish, 70 di marijuana, 14 di cocaina e 500 pastiglie di ecstasy. A questi si aggiungono quattro pistole con munizioni, risultate rubate. In questa fase dell’indagine erano già state arrestate in flagranza venti persone.
I sei provvedimenti eseguiti nei giorni precedenti al comunicato riguardano tre cittadini marocchini, un albanese e due italiani. La Questura elenca custodia in carcere, arresti domiciliari e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Tre destinatari erano già stati arrestati in flagranza durante le indagini: i sei provvedimenti non costituiscono quindi sei ulteriori arresti da sommare al bilancio precedente.
Durante le perquisizioni domiciliari svolte insieme all’esecuzione delle misure, gli agenti hanno arrestato in flagranza un altro cittadino italiano. Secondo la polizia, aveva circa mezzo chilo di hashish, 250 grammi di marijuana e sette grammi di cocaina destinati allo spaccio. Con questo intervento il totale degli arresti indicato dalla Questura sale a ventuno, tra il 2024 e il 2026.
All’inchiesta hanno fornito supporto il Servizio centrale operativo e la Direzione centrale per i servizi antidroga. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari: le misure cautelari si fondano sul quadro indiziario valutato dal giudice e non equivalgono a una condanna. Per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva.



