L’attrice Emma Watson, diventata famosa per la saga di Harry Potter, ha da poco lanciato “Renais”, un gin prodotto in Francia a partire dagli scarti delle uve utilizzate per la vinificazione. Ma è solo l’ultima delle celebrities internazionali colpite dalla “gin mania”: da Brad Pitt, che produce in Francia “The Gardener” (con la famiglia Perrin), a Ryan Reynolds, con il suo “Aviation Gin”, passando per Margot Robbie (protagonista di “Barbie”) e Snoop Dog. Per non parlare delle infinite varianti regionali italiane: il Belpaese è tra i maggiori produttori mondiali di bacche di ginepro (componente centrale da cui si estraggono gli oli essenziali poi sottoposti a distillazione), e territorio ricchissimo di botaniche, grazie ad un’enorme biodiversità. Proprio oggi, 8 giugno, si festeggia il “World Gin Day”, dedicato ad uno degli spirits più amati, oggetto di un vero e proprio culto tra gli appassionati, tanto che è stato coniato un neologismo ad hoc, la “ginaissance”, ovvero il Rinascimento del gin.
“Renais” è il gin lanciato dall’attrice Emma Watson (insieme al fratello Alex), britannica ma nata a Parigi, ispirato alla sua infanzia, quando visitava i vigneti di famiglia a Chablis, dove il padre ha prodotto vini per oltre 30 anni. Tra le botaniche di questo intrigante gin troviamo uve biologiche dei vigneti Grand Cru di Chablis provenienti dalla Domaine Des Malandes, utilizzate subito dopo essere state pressate per fare il vino. Assieme al ginepro vengono utilizzati anche fiori di tiglio, pepe cubebe e miele di acacia, nonché un pizzico di salgemma, per ricreare il gusto minerale e leggermente salino tipico del vino Chablis. Anche Brad Pitt produce il suo gin in Francia, insieme alla famiglia Perrin (proprietaria di Château de Beaucastel, tra i nomi più importanti del vino di Francia e tra le 12 famiglie della “Primum Familiae Vini”, con cui Brad Pitt ha creato, nel 2020, il brand di Champagne “Fleur de Miraval”, a cui partecipa anche la famiglia Péters, con radici nello Champagne da sei generazioni, ndr). Su questo progetto si è avvalso della collab di Tom Nichol, uno dei migliori mastri distillatori al mondo (grazie anche ad un’esperienza di 40 anni a Tanqueray, storico brand di gin inglese). “The Gardener” è un London Dry Gin (dunque non aromatizzato con botaniche) racchiuso in una preziosa bottiglia azzurra, come il mare che bagna la French Riviera, a cui si ispira.
L’attore Ryan Reynolds – marito dell’altrettanto nota attrice e modella Blake Lively – nel 2018 ha acquisito un’importante quota di “Aviation Gin”, di cui è diventato testimonial, contribuendo così alla sua rapida ascesa sul mercato. Poi, nel 2020, il gruppo Diageo ha acquisito il marchio, seppur specificando che Reynolds sarebbe rimasto nella squadra. Proprio l’attore ha lanciato, nelle scorse settimane, una limited edition di cinque bottiglie dedicate al film “Deadpool & Wolverine”, di cui è protagonista con Hugh Jackman, destinate ai fan della Marvel. Su ognuna delle bottiglie compare una delle icone del film, e saranno disponibili esclusivamente negli Stati Uniti, a partire dal lancio della pellicola nei cinema, il prossimo 26 luglio.
Un’altra star contagiata dalla passione per il gin è l’attrice Margot Robbie che, insieme al marito Tom Ackerley e alcuni amici, firma “Papa Salt Gin”, un omaggio al lifestyle della Gold Coast, rilassato e naturale, ispirato ad un viaggio in Australia. Il rapper americano Snoop Dogg firma “Indoggo Gin”, prodotto innovativo non solo per il packaging, ma anche per il profilo organolettico, perché alle botaniche classiche (come ginepro, coriandolo, arancia e cassia) viene aggiunto aroma naturale di fragola. Infine, come dimenticare il gin creato dalla compianta Regina Elisabetta: grande amante, come tutti gli inglesi, del distillato (pare che fosse abituata a bere tutti i giorni, prima di pranzo, un cocktail a base di gin e Dubonnet, un liquore simile al Campari), nel 2020 la sovrana aveva partecipato personalmente alla stesura della ricetta del “Sandringham Celebration Gin” (terzo brand di gin della casa reale), prodotto nella sua tenuta nel Norfolk, dove era solita trascorrere le vacanze di Natale con la famiglia. Ingrediente di base il frutto di Sharon, noto anche come “caco cinese”, a cui viene aggiunto il mirto, anch’esso coltivato nella tenuta, nato da una talea presa dal bouquet di nozze della principessa Alexandra dopo il suo matrimonio, nel 1863, con il principe Alberto Edoardo, che in seguito divenne re Edoardo VII.
Il mondo del gin italiano sta vivendo il suo momento d’oro, con un numero crescente di produttori – tra grandi brand e piccole realtà artigianali c- he si lanciano nella produzione di questo distillato: ad oggi sono oltre 1.000 i gin made in Italy. Infinite le declinazioni regionali, che si arricchiscono delle botaniche e dei prodotti tipici dei singoli territori: si va da “Malfy Gin”, con botaniche della costiera amalfitana, al siciliano “Panarea”, con il mirto delle Eolie, al toscano “Sabatini” con l’iris fiorentino, fino ad “Orobie”, prodotto con le botaniche delle Alpi.
Tra le produzioni più recenti e originali c’è il gin toscano “Visionair”, un’etichetta che punta alla sostenibilità, grazie alle scelte etiche, in materia di salvaguardia ambientale, volute dai due fondatori. Ogni botanica è stata attentamente selezionata tra i “fiori amici delle api”, ossia fiori con quantitativi di nettare maggiore, in grado di sostenere le api durante i cambiamenti climatici.

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