La segnalazione di un cittadino ha portato la polizia dentro l’ex stabilimento Cerutti di Casale Monferrato mentre quattro persone stavano asportando cavi di rame. L’intervento risale al pomeriggio di lunedì 26 ottobre 2026: gli agenti delle Volanti hanno recuperato circa 33 chili di materiale e arrestato due uomini e due donne. La Questura di Alessandria ha reso nota l’operazione il 29 ottobre.
Quando la pattuglia è entrata nel complesso industriale, secondo la ricostruzione del Commissariato di Casale, i due uomini avevano in mano tenaglie di ferro e stavano recidendo i cavi sistemati nelle canaline e nei quadri elettrici. Questi ultimi risultavano già danneggiati per consentire di estrarre il materiale.
A terra, vicino ai due, i poliziotti hanno trovato rotoli di rame già staccati e due valigie contenenti altri cavi. Poco distante una donna stava strappando fili dalle pareti; una seconda è arrivata poco dopo con altri filamenti in mano. La foto diffusa dalla polizia mostra il materiale recuperato, raccolto nelle valigie.
All’esterno dello stabilimento era parcheggiata un’automobile che, secondo gli accertamenti riferiti dalla Questura, sarebbe stata utilizzata per trasportare il rame. La segnalazione riguardava un furto ancora in corso e l’intervento ha impedito che il materiale venisse portato via dal complesso.
La polizia riferisce che tutti e quattro avevano precedenti di polizia, senza precisarne la natura né indicare eventuali condanne definitive. Le contestazioni riguardano il furto aggravato in concorso: il comunicato richiama l’azione di più persone riunite, la violenza sulle cose e il fatto che i beni fossero sottoposti a sequestro. Non viene specificato a quale procedimento si riferisse quel vincolo.
Gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria. Per tre degli indagati è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, mentre per il quarto sono stati applicati gli arresti domiciliari. Sono misure cautelari: la responsabilità penale dei quattro resta da accertare e la convalida dell’arresto non equivale a una condanna.
Foto del materiale recuperato fornita dalla Polizia di Stato.