I poliziotti li bloccano appena entrano nel garage: a Bitonto due coniugi di 32 e 30 anni sono stati arrestati dopo la scoperta di tre pistole, cento cartucce, esplosivi e quasi due chili di droga nel box di un condominio residenziale. Nel locale c’era anche una BMW X3 risultata rubata. L’intervento è avvenuto nei giorni precedenti al 13 ottobre, data in cui la Questura di Bari ha diffuso la notizia.
Gli agenti del Commissariato di Bitonto erano arrivati a quel garage attraverso appostamenti e pedinamenti. Secondo la ricostruzione della polizia, il box, nella periferia della città e nella disponibilità della coppia, era utilizzato come deposito per le sostanze stupefacenti. Gli investigatori hanno atteso che marito e moglie raggiungessero il locale e vi entrassero, poi li hanno bloccati e hanno avviato la perquisizione. Non sono stati resi noti la strada e il giorno esatto dell’operazione.
La ricerca ha portato al ritrovamento di 139 grammi di cocaina, 713 di marijuana e 1.139 di hashish: complessivamente 1.991 grammi. Accanto alle sostanze sono stati trovati bilancini di precisione e materiale per confezionare le dosi. Gli agenti hanno recuperato anche duemila euro in contanti, che ritengono provento dello spaccio; la provenienza del denaro rientra nella ricostruzione investigativa.
Nello stesso ambiente erano custodite le tre pistole di diverso calibro e le cento cartucce, insieme a numerosi manufatti esplosivi non omologati e materiale monocolpo di categoria F2. Il deposito si trovava all’interno di un edificio abitato, non in un magazzino isolato. La nota della Questura non quantifica il peso degli esplosivi e non riferisce evacuazioni del condominio.
I due, entrambi originari di Bitonto, sono accusati di detenzione illegale di armi e munizioni, sostanze stupefacenti e materiale esplosivo. Dopo l’arresto, il pubblico ministero ha disposto il trasferimento del trentaduenne nel carcere di Bari e i domiciliari per la moglie. All’udienza del 12 ottobre il giudice ha confermato il carcere per l’uomo e i domiciliari con controllo elettronico per la donna. Il procedimento è nelle indagini preliminari: le misure cautelari non costituiscono una condanna.
Foto fornita dalla Questura di Bari: il materiale sequestrato.