Poliziotti e finanzieri cercavano esplosivi nelle abitazioni di Bitonto quando, nella tasca interna di un giubbotto, hanno trovato una pistola senza matricola e venticinque cartucce. Il giubbotto era riposto nell’armadio della camera da letto di un uomo del posto, arrestato il 21 ottobre. Due giorni dopo il giudice del Tribunale di Bari ha convalidato l’arresto e confermato la custodia in carcere.

La Procura di Bari ha reso nota la vicenda il 31 ottobre. Il trentottenne, del quale l’ufficio riferisce precedenti per reati contro il patrimonio senza specificarli, è indagato per la detenzione illegale dell’arma clandestina e delle munizioni. Gli inquirenti gli contestano anche la ricettazione della pistola; nel comunicato non ricostruiscono da chi provenisse o come fosse arrivata nell’abitazione.

La perquisizione faceva parte di una serie di controlli congiunti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza contro il possesso e la vendita illegali di materiale esplosivo nel territorio comunale. Gli operatori hanno perquisito sia l’uomo sia la casa. A far scattare l’arresto in flagranza è stato il ritrovamento nell’armadio: la Procura non riferisce di esplosivi trovati in quella camera.

Si tratta di una semiautomatica calibro 7,65, priva anche degli altri segni che consentono di identificare un’arma. Insieme alla pistola c’erano un caricatore monofilare e venticinque munizioni dello stesso calibro, di tipo Parabellum. Nella fotografia diffusa dagli uffici si vedono separatamente la pistola, il caricatore e le cartucce.

Un seguito della cronaca di BitontoViva, pubblicato il 1° novembre, colloca la perquisizione in via delle Fornaci e riferisce di un secondo ritrovamento nel giardino della stessa abitazione. Secondo la testata, i finanzieri vi hanno trovato sei tartarughe di terra, una femmina adulta e cinque esemplari giovani, poi affidate a un centro di recupero di Molfetta. Il provvedimento sulla libertà personale descritto dalla Procura riguarda la pistola e le munizioni.

Dopo la perquisizione il pubblico ministero aveva disposto il trasferimento del trentottenne nella casa circondariale di Bari. La decisione presa nell’udienza del 23 ottobre riguarda la misura cautelare durante le indagini preliminari; non è una condanna per i reati contestati.