Negozi di moda, sport ed elettronica nel centro di Bari sarebbero stati gli obiettivi di un piano organizzato attraverso i social. La polizia è intervenuta all’alba del 23 ottobre con perquisizioni e interrogatori in provincia, su coordinamento della Direzione distrettuale antimafia e della Procura per i minorenni. L’ipotesi è che un gruppo di giovani e giovanissimi si preparasse a saccheggiare gli esercizi commerciali già dal pomeriggio di venerdì.
Le strade indicate dalla Questura sono via Sparano, via Melo, via Argiro e corso Vittorio Emanuele. È su questa parte del centro cittadino che, secondo la ricostruzione investigativa, si concentravano i progetti discussi online: boutique italiane e internazionali, ma anche punti vendita di abbigliamento sportivo e prodotti elettronici. Il comunicato non identifica le singole attività prese di mira.
La Digos ha monitorato i canali social utilizzati per organizzarsi. Gli investigatori sostengono che i partecipanti fossero sul punto di procurarsi armi, materiale esplodente e strumenti da scasso, prevedendone l’impiego anche contro le forze dell’ordine. La nota diffusa al mattino descrive questa intenzione e gli accertamenti in corso; non presenta un inventario di armi effettivamente sequestrate a Bari né annuncia arresti.
Le ipotesi di reato indicate dalle Procure riguardano l’istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo, in concorso, e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. Sono contestazioni oggetto d’indagine: il procedimento è nella fase preliminare e le responsabilità individuali devono ancora essere accertate. Digos e Squadra Mobile hanno eseguito le attività delegate dall’autorità giudiziaria.
La Questura collega i progetti individuati a Bari all’effetto dei disordini avvenuti a Milano nel fine settimana precedente. L’operazione arriva in una giornata di controlli più ampia: RaiNews riferisce di perquisizioni in diciotto città, nei confronti di circa cento persone, fra cui cinquantuno minorenni. Si tratta del quadro nazionale, non del numero degli indagati o dei perquisiti nel solo capoluogo pugliese.
Per Bari, la fonte istituzionale non fornisce un bilancio numerico conclusivo degli accertamenti. Le verifiche devono chiarire il ruolo di ciascuna persona coinvolta e il passaggio dalle discussioni sui social alla preparazione concreta delle azioni ipotizzate. Il comunicato riguarda un piano investigato e l’intervento preventivo della polizia, non saccheggi già avvenuti nelle strade indicate.
Foto fornita dalla Questura di Bari a corredo del comunicato del 23 ottobre.