Dal carcere di Siracusa è stato accompagnato sotto scorta su un volo diretto nel Paese d’origine. Un uomo di 38 anni, già condannato in via definitiva per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato rimpatriato in Nord Africa dopo la scarcerazione. Durante la detenzione, secondo la Questura, aveva manifestato segnali di radicalizzazione ed era stato sottoposto a un monitoraggio specifico.
La notizia è stata resa pubblica il 17 ottobre 2026. L’espulsione è stata disposta dall’autorità giudiziaria come misura di sicurezza, dopo una valutazione della pericolosità sociale. Non si tratta dunque dell’annuncio di un futuro allontanamento: la polizia riferisce che l’accompagnamento e l’imbarco sono stati effettivamente eseguiti.
L’uomo stava scontando una condanna definitiva pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania. Questo è il reato per il quale la nota attesta una sentenza irrevocabile. La Questura segnala separatamente precedenti di polizia per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e per danneggiamento, senza presentarli come ulteriori condanne definitive.
Il passaggio relativo alla radicalizzazione nasce dalle condotte osservate in carcere. Stando alla ricostruzione della polizia, il detenuto si definiva imam e insegnante del Corano e aveva tentato più volte di fare proselitismo tra i compagni di cella. Gli stessi detenuti musulmani avrebbero segnalato il suo atteggiamento estremista. Questi elementi avevano portato a innalzare il livello di attenzione nei suoi confronti.
La nota riferisce il sospetto di vicinanza ad ambienti islamici radicali, ma non comunica una condanna per terrorismo. La distinzione è rilevante per comprendere il percorso del provvedimento: da una parte la pena già inflitta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dall’altra le valutazioni di sicurezza maturate durante la detenzione.
Su disposizione del magistrato di sorveglianza, la Procura di Siracusa ha ordinato l’esecuzione immediata dell’espulsione. L’Ufficio Immigrazione della Questura ha curato gli adempimenti e il raccordo con l’autorità giudiziaria. Per il viaggio è stato impiegato personale specializzato nei servizi di scorta, in ragione del profilo di pericolosità indicato dalle autorità. Non sono stati resi pubblici il Paese di destinazione, il volo o il giorno esatto del rimpatrio.
Foto di repertorio fornita dalla Questura di Siracusa; non documenta il singolo rimpatrio descritto.
