Il rumore della saracinesca sveglia un commerciante di via Gorizia. Quando guarda verso la sua attività, vede due persone uscire e chiama il 112, continuando a indicarne gli spostamenti. È da quella segnalazione che parte l’intervento concluso con due arresti nel quartiere Santa Rita, a Torino: un diciottenne di origini romene e un cinquantenne italiano sono accusati di furto aggravato in concorso.
La Questura ha ricostruito l’episodio in una nota del 16 ottobre, riferita ai giorni precedenti senza precisare la data del colpo. Secondo gli accertamenti dei poliziotti, l’ingresso nel primo esercizio era stato aperto sollevando la serranda e tenendola bloccata con un sacco di cemento. Dopo aver sfondato l’accesso, i due avrebbero preso il fondo cassa e altri beni.
Il percorso descritto dagli investigatori attraversa tre punti del quartiere: il negozio di via Gorizia, il Giardino ex Baratti e via Barletta. Nel giardino i sospettati si sarebbero liberati del registratore di cassa. Avrebbero poi raggiunto un secondo esercizio, forzandone la saracinesca senza riuscire a entrare. Le Volanti, impegnate a cercarli nella zona, li hanno bloccati mentre si allontanavano da via Barletta.
Il primo furto e il tentativo di ingresso nel secondo locale non hanno quindi avuto lo stesso esito. Nel negozio di via Gorizia l’accesso era stato violato e alcuni beni erano stati sottratti; in quello di via Barletta, stando alla ricostruzione della polizia, la forzatura non aveva consentito di superare la serranda. Il comunicato non indica le insegne delle attività né quantifica i danni.
Durante i controlli sono stati trovati una testa di martello con il manico danneggiato, un apribottiglie e una chiave multiuso pieghevole, oggetti che la polizia ritiene utilizzabili per lo scasso. Gli agenti hanno recuperato anche documenti intestati ad altre persone e due biciclette elettriche di valore, sulla cui provenienza i fermati non avrebbero fornito spiegazioni. Per le biciclette è scattata anche una denuncia per ricettazione.
Al commerciante sono stati restituiti il denaro recuperato dalla cassa, uno smartphone e una scheda SIM. La Questura riferisce che le spaccate risultano in diminuzione e che sono aumentati arresti e denunce, ma nella nota non fornisce cifre, periodo di confronto o ambito statistico: non è quindi possibile quantificare questa tendenza. Per i due arrestati il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità restano da accertare.
Illustrazione editoriale generata con IA: immagine simbolica, non rappresenta i negozi reali né una fotografia del fatto.
La Questura ha ricostruito l’episodio in una nota del 16 ottobre, riferita ai giorni precedenti senza precisare la data del colpo. Secondo gli accertamenti dei poliziotti, l’ingresso nel primo esercizio era stato aperto sollevando la serranda e tenendola bloccata con un sacco di cemento. Dopo aver sfondato l’accesso, i due avrebbero preso il fondo cassa e altri beni.
Il percorso descritto dagli investigatori attraversa tre punti del quartiere: il negozio di via Gorizia, il Giardino ex Baratti e via Barletta. Nel giardino i sospettati si sarebbero liberati del registratore di cassa. Avrebbero poi raggiunto un secondo esercizio, forzandone la saracinesca senza riuscire a entrare. Le Volanti, impegnate a cercarli nella zona, li hanno bloccati mentre si allontanavano da via Barletta.
Il primo furto e il tentativo di ingresso nel secondo locale non hanno quindi avuto lo stesso esito. Nel negozio di via Gorizia l’accesso era stato violato e alcuni beni erano stati sottratti; in quello di via Barletta, stando alla ricostruzione della polizia, la forzatura non aveva consentito di superare la serranda. Il comunicato non indica le insegne delle attività né quantifica i danni.
Durante i controlli sono stati trovati una testa di martello con il manico danneggiato, un apribottiglie e una chiave multiuso pieghevole, oggetti che la polizia ritiene utilizzabili per lo scasso. Gli agenti hanno recuperato anche documenti intestati ad altre persone e due biciclette elettriche di valore, sulla cui provenienza i fermati non avrebbero fornito spiegazioni. Per le biciclette è scattata anche una denuncia per ricettazione.
Al commerciante sono stati restituiti il denaro recuperato dalla cassa, uno smartphone e una scheda SIM. La Questura riferisce che le spaccate risultano in diminuzione e che sono aumentati arresti e denunce, ma nella nota non fornisce cifre, periodo di confronto o ambito statistico: non è quindi possibile quantificare questa tendenza. Per i due arrestati il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità restano da accertare.
Illustrazione editoriale generata con IA: immagine simbolica, non rappresenta i negozi reali né una fotografia del fatto.
