Una richiesta di elemosina, poi una cintura stretta attorno al collo e due collane d’oro strappate a un anziano appena uscito di casa. È la rapina avvenuta il 30 luglio in via Cassini, a Torino, ricostruita dalla Questura in un comunicato del 7 ottobre. Per quei fatti un uomo, cittadino marocchino, è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere, eseguita il 24 settembre.
La vittima aveva raccontato agli agenti intervenuti in strada di essere stata avvicinata con il pretesto della richiesta di denaro. L’aggressore avrebbe poi usato una cintura da uomo per immobilizzarla al collo e sottrarle i gioielli. L’anziano aveva dichiarato di poter riconoscere chi lo aveva assalito, formalizzando successivamente la denuncia alla Squadra Mobile.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, hanno portato all’individuazione di un sospettato e alla richiesta della misura per le ipotesi di rapina aggravata e lesioni personali. Secondo la ricostruzione diffusa dalla polizia, il giudice ha valutato sia gli indizi raccolti sia il rischio di reiterazione, in relazione alle modalità dell’aggressione e alla vulnerabilità della vittima.
Le pattuglie Falco hanno rintracciato l’indagato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso il 24 settembre e dato esecuzione all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. L’uomo è stato poi trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
Si tratta quindi dell’esito cautelare di un’indagine su un episodio di luglio, non di una nuova rapina avvenuta il giorno della diffusione della nota. La custodia in carcere non anticipa il giudizio definitivo: l’indagato è presunto innocente e ogni responsabilità dovrà essere accertata nel procedimento.
Immagine di apertura: illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale, a carattere simbolico; non rappresenta persone, luoghi o momenti del fatto reale.
La vittima aveva raccontato agli agenti intervenuti in strada di essere stata avvicinata con il pretesto della richiesta di denaro. L’aggressore avrebbe poi usato una cintura da uomo per immobilizzarla al collo e sottrarle i gioielli. L’anziano aveva dichiarato di poter riconoscere chi lo aveva assalito, formalizzando successivamente la denuncia alla Squadra Mobile.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, hanno portato all’individuazione di un sospettato e alla richiesta della misura per le ipotesi di rapina aggravata e lesioni personali. Secondo la ricostruzione diffusa dalla polizia, il giudice ha valutato sia gli indizi raccolti sia il rischio di reiterazione, in relazione alle modalità dell’aggressione e alla vulnerabilità della vittima.
Le pattuglie Falco hanno rintracciato l’indagato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso il 24 settembre e dato esecuzione all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. L’uomo è stato poi trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
Si tratta quindi dell’esito cautelare di un’indagine su un episodio di luglio, non di una nuova rapina avvenuta il giorno della diffusione della nota. La custodia in carcere non anticipa il giudizio definitivo: l’indagato è presunto innocente e ogni responsabilità dovrà essere accertata nel procedimento.
Immagine di apertura: illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale, a carattere simbolico; non rappresenta persone, luoghi o momenti del fatto reale.
