Ha colpito una guardia giurata alla testa con uno zaino e poi sferrato un calcio a un’infermiera: secondo la Questura di Torino è questa la sequenza dell’aggressione all’interno dell’ospedale Martini per la quale un uomo di 36 anni è stato arrestato. L’intervento è avvenuto nei giorni precedenti al comunicato diffuso il primo novembre; non sono stati indicati giorno e orario.

La centrale operativa aveva ricevuto la segnalazione di una persona molesta nella struttura. L’uomo, cittadino marocchino che la polizia descrive come irregolare sul territorio nazionale, avrebbe urinato in un corridoio davanti a personale sanitario e pazienti. Avrebbe quindi aggredito la guardia giurata; l’infermiera, intervenuta successivamente, sarebbe stata raggiunta dal calcio.

Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il comunicato non riporta prognosi per le persone colpite né eventuali conseguenze sull’attività ospedaliera. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità penale resta da accertare.

Il tema della protezione di chi lavora nella sanità dispone di dati regionali, distinti dal singolo episodio. Il 12 marzo 2026 l’ANSA, riportando la relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle professioni sanitarie e sociosanitarie, ha indicato per il Piemonte 1.621 episodi di violenza segnalati nel 2025, con 2.207 operatori coinvolti. Gli infermieri rappresentavano il 61% delle professionalità colpite e le donne il 72% delle vittime.

Nello stesso resoconto, 527 episodi risultavano registrati nei pronto soccorso. I dati comprendono violenze verbali, fisiche e contro la proprietà: le categorie possono sovrapporsi e non vanno sommate come se descrivessero eventi distinti. Sono numeri riferiti all’intera regione e all’anno 2025, non al solo ospedale Martini.

Sul versante della prevenzione, la Regione Piemonte aveva annunciato il 4 luglio 2025 una consultazione di mercato, tramite Azienda Zero, per individuare sistemi di videosorveglianza e allarme destinati ai luoghi sensibili delle strutture sanitarie. Il documento indicava come obiettivo l’intervento tempestivo anche negli ambienti isolati o con poco personale; descriveva una fase di raccolta e valutazione delle soluzioni, non attestava l’installazione di dispositivi al Martini.

Illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale: non rappresenta l’ospedale Martini, le persone coinvolte o il fatto reale.