Un avventore colpito al volto nel dehors ha perso i sensi e, cadendo, ha battuto la testa: è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni. L’aggressione è uno degli episodi alla base della chiusura per quindici giorni di un bar pizzeria di corso Francia, a Collegno. La sospensione della licenza è stata notificata il 30 ottobre ed è in vigore dalla stessa data.
La Questura di Torino ha comunicato il provvedimento il 31 ottobre, ricostruendo due distinti interventi dei carabinieri. Nel caso della lite nel dehors, descritta dalla fonte come nata per futili motivi, un giovane è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali gravissime. Il comunicato non precisa quando sia avvenuta l’aggressione né riporta aggiornamenti sulle condizioni del ferito.
L’altro filone riguarda l’arresto di due uomini, uno senegalese e uno gabonese, accusati di estorsione e spaccio di stupefacenti. Secondo gli accertamenti dei carabinieri riferiti dalla Questura, uno dei due frequentava il locale nelle ore serali e ne usciva quando riceveva una chiamata, per effettuare consegne nelle immediate vicinanze. È questa dinamica che la polizia richiama nel descrivere l’esercizio come punto di contatto tra venditori e acquirenti di droga.
Il questore Massimo Gambino ha disposto la sospensione in base all’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Nella motivazione riportata dalla Questura rientrano l’utilizzo del locale per questi contatti e l’episodio di violenza tra avventori. Gli accertamenti sulle persone coinvolte nella lite e su altri presenti avevano inoltre rilevato precedenti penali o di polizia: la fonte non li dettaglia e non consente di attribuire specifiche condanne ai singoli.
La chiusura interessa l’attività di somministrazione di alimenti e bevande per l’intero periodo indicato nel provvedimento. La comunicazione ufficiale non rende noti l’insegna e il numero civico dell’esercizio; individua il luogo soltanto in corso Francia, nel territorio di Collegno. Non attribuisce al titolare i reati contestati agli avventori arrestati.
Le accuse relative allo spaccio, all’estorsione e all’aggressione restano distinte dal provvedimento sulla licenza. Gli arresti riferiti dalla Questura non equivalgono a condanne definitive, e la responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata nei rispettivi procedimenti.
Immagine di repertorio fornita dalla Questura di Torino: distintivo della Polizia amministrativa.