Immobili, beni mobili, aziende e rapporti finanziari per circa due milioni di euro sono stati confiscati a un uomo dell’Alessandrino. Gli accertamenti della DIA di Torino e della Divisione Anticrimine della Questura hanno ricostruito una disponibilità patrimoniale che, secondo gli investigatori, superava in modo consistente la sua capacità di reddito.
Il decreto è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino in base al Codice antimafia, su proposta congiunta del direttore della DIA e del questore di Alessandria. L’esecuzione risale ai giorni precedenti il comunicato del 30 ottobre, che non indica una data più precisa.
La nota ufficiale descrive il destinatario come un pregiudicato legato a esponenti di rilievo della ’ndrangheta insediati nel basso Piemonte. Riferisce inoltre il suo coinvolgimento in vicende giudiziarie per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, estorsione, spaccio e porto abusivo di armi. Non specifica però gli esiti dei singoli procedimenti: quell’elenco non consente di attribuirgli una condanna per ciascuno dei reati menzionati.
Le verifiche non si sono limitate ai beni direttamente riconducibili all’uomo. Gli investigatori hanno seguito anche le disponibilità intestate ad altre persone, individuando, nella loro ricostruzione, l’interposizione della moglie, del figlio e di altri due soggetti con precedenti penali. Questi ultimi passaggi hanno portato ad accertamenti per l’ipotesi di intestazione fittizia di beni, la cui responsabilità dovrà essere verificata nel procedimento.
Il patrimonio colpito comprende quindi categorie diverse di beni e risorse economiche, per un valore complessivo stimato in circa due milioni. La comunicazione non pubblica il numero degli immobili, le sedi o i settori delle attività aziendali, né le generalità del destinatario.
Accanto alla confisca è stata disposta una misura personale: quattro anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il provvedimento riguarda un uomo ritenuto socialmente pericoloso nell’ambito del procedimento di prevenzione. La nota di DIA e Questura riferisce l’esecuzione della confisca, ma non precisa se il decreto sia definitivo.
Immagine del Centro operativo DIA di Torino pubblicata dalla Direzione Investigativa Antimafia a corredo del comunicato.