Sei fucili con la matricola cancellata e dieci candelotti di dinamite sono stati sequestrati dalla polizia durante le perquisizioni del 28 ottobre tra Orgosolo e Nuoro. L’esplosivo era così instabile da richiedere l’intervento degli artificieri, che lo hanno messo in sicurezza e fatto brillare. L’operazione, nata da un’indagine su un presunto traffico di armi e cocaina, ha portato all’arresto di un uomo di Orgosolo e alla denuncia di altre sette persone.
I decreti di perquisizione, eseguiti dalla Squadra Mobile nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Nuoro, riguardavano otto persone residenti nei due comuni. Oltre ai fucili da caccia, tre dei quali semiautomatici, gli agenti hanno trovato otto detonatori, un chilogrammo di cocaina, dodici chili di marijuana e cinquemila euro in contanti. Il bilancio è quello comunicato dalla Questura il 28 ottobre.
La parte più delicata dell’intervento ha riguardato la dinamite. Secondo la polizia, il materiale presentava fenomeni di trasudamento ed era altamente instabile. Il Nucleo artificieri della Questura di Cagliari lo ha quindi neutralizzato mediante brillamento in un luogo sicuro, su disposizione della Procura. Gli investigatori ipotizzano che potesse essere già pronto per un attentato; nel comunicato non sono indicati un obiettivo, una data o elementi che consentano di considerare accertato quel progetto.
La Nuova Sardegna, nell’aggiornamento del 28 ottobre, riferisce che l’arrestato ha 45 anni ed è stato portato in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Il quotidiano colloca a Orgosolo il ritrovamento delle armi e dell’esplosivo. Per le altre sette persone il provvedimento comunicato è la denuncia in stato di libertà, nell’ambito della stessa indagine.
Alle perquisizioni hanno partecipato anche gli agenti dei commissariati di Orgosolo e Gavoi, il Reparto prevenzione crimine Sardegna, le unità cinofile della Questura di Oristano e la Polizia penitenziaria. Sui sei fucili, tutti privati della matricola, sono stati disposti accertamenti tecnici per verificare se siano stati impiegati in altri reati. L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dei singoli indagati devono essere accertate.
Foto in evidenza: i fucili rinvenuti, immagine fornita dalla Questura di Nuoro.

