Ha abbattuto la sbarra del casello e ha continuato a correre verso Viareggio, raggiungendo, secondo la polizia, circa 210 chilometri orari. L’inseguimento di una Jeep, cominciato a Lucca dopo una segnalazione per un bancomat, è finito nei campi accanto all’autostrada: il conducente, un francese di 39 anni, ha tentato di scappare a piedi dopo che due equipaggi gli avevano bloccato l’auto.

L’episodio risale al pomeriggio di sabato 17 ottobre ed è stato reso noto dalla Questura di Lucca il 20 ottobre. All’origine dell’intervento c’era una segnalazione relativa alla presunta manomissione di uno sportello bancomat. Il comunicato non identifica la banca né riferisce un prelievo di denaro: l’accertamento sullo sportello è il motivo che ha portato la Volante sul posto, prima della fuga.

Alla vista degli operatori, il trentanovenne si sarebbe allontanato a bordo della Jeep, dirigendosi verso l’ingresso autostradale. Raggiunto il casello, non si è fermato: ha urtato e abbattuto la barriera, proseguendo in direzione della costa. La ricostruzione diffusa dalla polizia colloca quindi la fuga lungo il collegamento tra Lucca e Viareggio, senza indicare il punto chilometrico in cui si è conclusa.

Alle sue spalle sono intervenute una Volante e un’autovettura della Polizia stradale della sottosezione di Viareggio. Durante la corsa, riferisce la Questura, la Jeep ha effettuato sorpassi a destra e altre manovre pericolose per gli automobilisti che stavano percorrendo lo stesso tratto. La velocità massima indicata nel resoconto è di circa 210 chilometri orari.

I due equipaggi hanno coordinato una manovra a tenaglia, riuscendo a interrompere la fuga in auto. Il conducente ha però abbandonato il mezzo e si è diretto a piedi nei campi adiacenti all’autostrada. Gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato anche dopo questo secondo tentativo di allontanarsi.

Il trentanovenne è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. La nota della Questura non elenca le specifiche contestazioni penali né comunica successivi provvedimenti del giudice. La presunta manomissione del bancomat e le condotte tenute durante l’inseguimento restano dunque da distinguere: la segnalazione iniziale non equivale, da sola, all’accertamento di un furto allo sportello.

Illustrazione editoriale generata con IA: immagine simbolica della polizia, non fotografia dell’inseguimento né dei luoghi descritti.