Otto tifosi siracusani non potranno accedere agli impianti sportivi per un anno dopo quanto accaduto lungo il percorso dei sostenitori dell’Acireale diretti a Melilli. La polizia li ha identificati nel gruppo che, secondo la Questura, cercava uno scontro con gli ospiti prima della partita del 18 ottobre. Il dispositivo di sicurezza ha fatto disperdere il gruppo prima che si arrivasse al contatto.
Le misure sono state comunicate il 22 ottobre dalla Questura di Siracusa. L’episodio riguarda la trasferta dell’Acireale per l’incontro con l’A.P.D. Melilli, disputato nel pomeriggio allo stadio comunale e valido per il campionato di Eccellenza, girone B. Sugli spalti erano presenti complessivamente circa 700 tifosi, 200 dei quali al seguito della formazione ospite.
A preoccupare le autorità era la rivalità tra acesi e siracusani, benché in campo ci fosse la squadra di Melilli. La trasferta era stata consentita dopo una valutazione delle criticità svolta dalla Questura in raccordo con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Il servizio predisposto comprendeva controlli sulle strade percorse dai tifosi e pattuglie della Polizia Stradale.
Proprio lungo il tragitto verso Melilli, gli agenti hanno notato un gruppo numeroso di sostenitori siracusani a bordo di ciclomotori. Erano vestiti di nero e alcuni avevano il volto coperto. Secondo la ricostruzione della polizia, i loro comportamenti indicavano l’intenzione di affrontare i tifosi acesi. La presenza degli agenti li ha indotti a disperdersi; il comunicato non riferisce feriti né uno scontro effettivamente avvenuto.
Gli accertamenti successivi hanno portato all’identificazione degli otto destinatari dei provvedimenti. La Divisione Anticrimine ha curato le misure firmate dal questore, che impongono per dodici mesi il divieto di accesso agli impianti sportivi. Non si tratta, quindi, soltanto dell’esclusione dalle partite di una singola squadra.
La vicenda descritta dalla Questura riguarda il percorso di avvicinamento alla gara, non disordini sugli spalti durante il gioco. I Daspo sono provvedimenti di prevenzione: nel comunicato non vengono annunciati arresti né condanne per questi fatti. La ricostruzione delle intenzioni del gruppo resta attribuita agli investigatori.
Foto di repertorio fornita dalla Questura di Siracusa, non riferita all’episodio.