Un uomo è accusato di aver raggiunto l’ex moglie e tentato di darle fuoco a Bari. La donna è sopravvissuta grazie anche all’intervento della sorella. Il 16 ottobre la polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti e tentato femminicidio, al termine degli accertamenti avviati dopo l’aggressione del 9 ottobre. La Procura ha reso nota la vicenda il 21 ottobre.
Secondo il comunicato trasmesso dalla Questura, la Squadra Mobile è intervenuta in una strada del centro cittadino dopo la segnalazione dell’attacco. L’indagato, indicato dalla Procura come persona con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, avrebbe tentato di incendiare la donna. ANSA e la cronaca barese di Repubblica precisano che si tratta di un quarantaquattrenne e che l’episodio è avvenuto nel luogo di lavoro dell’ex moglie; Repubblica lo identifica come un albergo.
La ricostruzione degli investigatori distingue due momenti: il tentativo attribuito all’uomo e una successiva condotta autolesiva della donna, dopo una colluttazione. La sorella è intervenuta per soccorrerla e ha impedito conseguenze più gravi. ANSA riferisce che la vittima non ha riportato lesioni gravi; il comunicato della Procura non diffonde una prognosi. Non sono stati resi pubblici il nome della donna o l’indirizzo del luogo di lavoro.
L’inchiesta non si limita a quanto accaduto quel giorno. Dopo aver raccolto la denuncia, i poliziotti hanno ricostruito una serie di presunti maltrattamenti fisici e psicologici risalenti anche al periodo della convivenza. Secondo la Procura, alcune di quelle condotte sarebbero avvenute davanti ai due figli minorenni della coppia. La separazione e il singolo episodio del 9 ottobre si inseriscono dunque in una storia di violenze denunciata dalla donna e ora oggetto degli accertamenti.
Un elemento dell’indagine è costituito dai filmati che, secondo la fonte giudiziaria, hanno registrato l’intera scena. Gli investigatori li hanno esaminati insieme alla denuncia e agli elementi raccolti sui maltrattamenti precedenti, trasmettendo poi un’informativa alla Procura. Su richiesta del pubblico ministero il giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere; gli agenti hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione ed eseguito la misura il 16 ottobre.
Le contestazioni sono ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. L’ordinanza cautelare si fonda sui gravi indizi valutati dal giudice e non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità. L’indagato può presentare le proprie difese e chiedere il riesame del provvedimento.
Foto fornita dall’ufficio stampa della Questura di Bari, a corredo del comunicato.