Un odore acido, così forte da essere avvertito dagli altri tre coinquilini, ha fatto scoprire alla polizia un laboratorio clandestino nella camera di uno studente diciottenne a Torino. Nell’appartamento di Pozzo Strada gli agenti hanno sequestrato materiale liquido e vegetale che la Questura indica come DMT, una sostanza allucinogena, insieme a strumenti e reagenti chimici. Il giovane, italiano e iscritto a Ingegneria dei Materiali, è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
A mettere in moto l’intervento sono stati gli studenti fuori sede che condividevano con lui l’alloggio. Dopo aver sentito l’odore pungente provenire dalla sua stanza, hanno avvertito la referente dell’immobile. È stata lei a chiamare il 112. La sequenza è ricostruita nel comunicato diffuso dalla Questura il 21 ottobre: non vengono indicati il giorno preciso della perquisizione né l’indirizzo dell’abitazione.
I poliziotti del commissariato San Paolo e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico sono entrati nell’appartamento e hanno controllato la camera. Hanno trovato ampolle, pipette, provette, reagenti e altra strumentazione, oltre a prodotti chimici fra cui acetone e soda caustica. Secondo gli investigatori, quel materiale componeva un laboratorio allestito all’interno della stanza utilizzata dal diciottenne.
Il sequestro riguarda complessivamente circa 1,28 chilogrammi di materiale: 1.023,9 grammi di sostanza liquida vischiosa e 257 grammi di sostanza vegetale essiccata in polvere. La polizia riferisce la presenza di N,N-dimetiltriptammina, abbreviata in DMT, appartenente alla famiglia delle triptamine. I pesi comunicati descrivono il materiale rinvenuto nelle due forme; la nota non specifica la concentrazione del principio attivo.
La perquisizione ha portato anche al ritrovamento di un altro contenitore, con alcuni grammi di hashish. Per questo quantitativo al giovane è stata contestata una violazione amministrativa, distinta dall’accusa penale per la quale è scattato l’arresto. Il comunicato non descrive cessioni a clienti né indica altre persone indagate.
La vicenda è ancora nella fase delle indagini preliminari. L’arresto non costituisce una condanna e la responsabilità del diciottenne dovrà essere accertata nel procedimento. Le informazioni diffuse dalla Questura non riportano ancora l’esito dell’udienza di convalida.
Foto fornita dalla Questura di Torino: il materiale sequestrato.