Un banchetto per vendere la cocaina, vedette che si spostavano fino al terrazzo e altri piani riservati alle scorte, al denaro e al confezionamento delle dosi. Una palazzina nella zona alta di Siracusa sarebbe stata organizzata per rifornire i clienti a qualsiasi ora. La Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre siracusani, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Il provvedimento riguarda persone già sottoposte a restrizioni: una si trovava agli arresti domiciliari, le altre due erano detenute per altri procedimenti. Il primo indagato, indicato nella nota come un ventiseienne, è stato accompagnato in carcere. Non si tratta dunque di tre persone sorprese insieme durante una vendita, ma dell’esecuzione di una misura conseguente a un’inchiesta.

La ricostruzione è contenuta nel comunicato della Procura distrettuale di Catania datato 19 ottobre e diffuso dalla Questura di Siracusa il 20. Gli accertamenti erano cominciati nel giugno 2021: attraverso attività investigative tradizionali e tecniche, gli operatori avrebbero ricostruito una struttura stabile, con un promotore e incarichi distinti per gli altri partecipanti.

Secondo gli investigatori, il punto di vendita funzionava giorno e notte e avrebbe effettuato centinaia di cessioni, soprattutto di cocaina. Il comunicato non attribuisce quelle centinaia di vendite a una singola giornata. Le vedette rimanevano per ore nelle vicinanze della casa e facevano la spola tra il banco dei venditori e il terrazzo.

Lo stabile avrebbe concentrato anche le attività necessarie a sostenere lo spaccio. Ai piani diversi da quello della vendita venivano custodite le scorte di sostanza e i proventi, oltre a essere preparate le dosi. La Procura colloca la palazzina nella parte alta della città, senza divulgarne l’indirizzo o il quartiere preciso.

L’organizzazione, sempre secondo l’accusa, distribuiva compensi settimanali: il promotore avrebbe versato agli altri partecipanti somme comprese fra 250 e 700 euro, in relazione al compito svolto. Le vedette ricevevano circa la metà di quanto veniva corrisposto ai venditori. Gli incassi servivano sia al sostentamento dei componenti sia a quello dell’attività comune.

Questa ripartizione dei compiti e delle entrate è parte degli elementi raccolti a sostegno dell’ipotesi associativa. Il provvedimento è cautelare e non costituisce una condanna: ruoli e responsabilità dei tre indagati dovranno essere accertati nel procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Foto di repertorio della Squadra Mobile, fornita dalla Questura di Siracusa.