Le aveva sottratto il telefono e, quando lei aveva cercato di riprenderlo, l’aveva colpita al volto, trascinata per i capelli e avrebbe tentato di strangolarla. È la ricostruzione della Questura di Torino sull’episodio di agosto per il quale un uomo di 27 anni, originario del Bangladesh, era stato sottoposto all’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Dopo ripetute violazioni di quella misura, il Tribunale ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Il nuovo provvedimento è stato eseguito durante un controllo nei pressi della fermata Derna Sud, in piazza Derna. Una pattuglia del commissariato Barriera Milano ha intercettato il ventisettenne e verificato la sua posizione: dagli accertamenti è emersa l’ordinanza che sostituiva l’obbligo di presentazione con la detenzione in carcere.
La notizia è stata diffusa il 17 ottobre e riguarda un intervento dei giorni precedenti. La piazza e la fermata sono il luogo in cui l’uomo è stato rintracciato, non quello in cui si può collocare l’aggressione alla donna: per l’episodio estivo il comunicato non indica la strada né il giorno esatto.
Secondo la polizia, ad agosto la vittima aveva cercato di fermare l’uomo per riavere lo smartphone. A quel punto era stata aggredita con pugni al viso e trascinata per i capelli. Gli investigatori riferiscono anche il tentativo di strangolarla. L’episodio viene qualificato nella nota come tentata rapina impropria, ed è su questa vicenda che si era innestata la prima misura cautelare.
Il passaggio in carcere non viene quindi comunicato come l’esito di una nuova rapina scoperta in piazza Derna: deriva dalla decisione del Tribunale dopo le reiterate inosservanze del precedente obbligo. La Questura non specifica quante presentazioni siano state saltate o le rispettive date.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare limita la libertà dell’indagato ma non è una condanna per l’aggressione descritta: la sua responsabilità dovrà essere accertata nel processo.
Illustrazione generata con IA: non raffigura il controllo o l’aggressione reali.