Prelevava hashish da un nascondiglio nella saracinesca e lo passava a un altro uomo, che poco dopo lo avrebbe venduto a un acquirente. È la sequenza osservata dagli agenti in via Cottolengo, nella zona di Porta Palazzo a Torino, prima dell’arresto di un cittadino algerino di 37 anni e di un cittadino marocchino di 41 anni. Per quest’ultimo è emerso anche un ordine di carcerazione da eseguire per una pena di tre mesi e 27 giorni.
L’operazione, descritta dalla Questura nel comunicato del 20 ottobre e avvenuta nei giorni precedenti, è stata condotta dal commissariato Dora Vanchiglia. Gli operatori stavano controllando le strade vicine a piazza della Repubblica quando hanno notato i due uomini. Hanno quindi osservato il prelievo della sostanza dalla saracinesca da parte del 41enne e il successivo passaggio al 37enne.
Dopo la cessione, avvenuta in cambio di denaro secondo gli investigatori, l’acquirente è stato fermato mentre si allontanava. Ha consegnato spontaneamente quanto aveva appena acquistato ed è stato sanzionato amministrativamente per detenzione di stupefacenti per uso personale. Non risulta arrestato.
Gli agenti sono poi intervenuti sui due sospettati. Il 41enne, accortosi della polizia, avrebbe cercato di allontanarsi lasciando cadere un sacchetto rosso tra le auto parcheggiate. Recuperato l’involucro, gli operatori vi hanno trovato tre frammenti di hashish per circa 45,5 grammi.
Il controllo del 37enne ha portato al sequestro di 1.260 euro, che gli investigatori ritengono collegati allo spaccio, e di un coltello a serramanico con blocco della lama. L’arma, lunga complessivamente circa 26 centimetri, presentava residui di hashish. Altri 13,4 grammi di sostanza e un coltello da cucina con lama di circa 15 centimetri sono stati recuperati nel nascondiglio della saracinesca.
Entrambi gli uomini sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in concorso; al 37enne è stato contestato anche il porto abusivo di arma. In Questura gli accertamenti sul 41enne hanno rilevato la revoca della sospensione di un precedente ordine di esecuzione, con ripristino della carcerazione per la pena residua. La nota non specifica il reato cui quella pena si riferisce.
La precedente esecuzione penale resta distinta dalle accuse per il nuovo episodio di via Cottolengo, ancora nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dei due indagati per i fatti appena contestati dovrà essere accertata nel procedimento.
Foto: materiale sequestrato, immagine diffusa dalla Questura di Torino a supporto del comunicato.